mercoledì 29 gennaio 2014

" Cose che nessuno sa" di Alessandro d'Avenia (ma lui sa...di avere una responsabilità :-* )



Diciamo che ultimamente ho ripreso a leggere con assiduità e questo mi da l'opportunità di mettere nero su bianco le mie emozioni. I libri hanno il potere di catturarti ed una volta che sei in loro balìa ti scartavetrano l'anima ed il pensiero. Arrivano a farti riflettere là dove le tue emozioni ti avrebbero costretto a prendere altre vie : " Un libro può contenere tutto il caos del mondo, ma le sue pagine sono cucite insieme e numerate, il caos non scappa da lì".

Margherita è una ragazzina di quattordici anno al primo anno di liceo che si ritrova improvvisamente ad affrontare un dolore grande ed inaspettato. Con lei ci sono la madre Eleonora, Andrea il fratellino, la nonna Teresa, la sua amica del cuore Marta con tutta la sua numerosa ed allegra famiglia.
Margherita non sa più dove sia il padre e nel frattempo perde se stessa. Trova pezzi di sè in Giulio, ragazzo grande, bello e misterioso, e nel Professore giovane e strano appassionato di classici greci e latini, innamorato fuggevole di Stella.
Presa dalla storia di Telemaco Margherita si mette in viaggio con Giulio alla ricerca del padre, e forse anche un po' di se stessa e dell'amore che legava i suoi genitori.


D'Avenia mi ha colpita per la seconda volta. Con "Bianca come il latte rossa come il sangue" credevo di essermi imbattuta in un classico adolescenziale stile Moccia (con tutto il rispetto parlando). Invece ho scoperto che era una storia di crescita e scoperta di se stessi, dove un adolescente potrebbe immedesimarsi ed un adulto capire qualcosa di un mondo a volte troppo veloce e sfrontato.
In "Cose che nessuno sa" la questione è molto più spinosa. Ed io non so da che parte cominciare, perchè ho tanti pensieri in testa e tante cose che vorrei dire ma non posso.
Solo mi chiedo? Un libro può fare questo, cioè colmare le tue insicurezze e farti capire qualcosa della tua vita? Può cambiarti in un pomeriggio?
Evidentemente questo è quello che è successo a me.
Margherita è una bambina persa nel dolore, amplificato dal suo essere adolescente ed incapace di vivere le emozioni con consapevolezza e calma. Si sa, ognuno di noi a quell'età era irrequieto vuoi per gli ormoni vuoi perchè il mondo ci faceva schifo in quanto troppo piccolo per accogliere i nostri pensieri.
Si affaccia alla sua nuova età con un occhio chiuso dietro ai capelli e l'altro impietrito dall'imbarazzo per essere di fronte a qualcuno che la vede per come è.
Non pensavo a me mentre la immaginavo, ma alle mie figlie. Sarò io in grado di essere quel mondo piccolo che accoglierà i loro pensieri? "Le parole per i vecchi e per i bambini non servono a spiegare, giustificarsi, giudicare, ma sono come nodi su un filo, servono ad assicurare che il mondo è rimasto in ordine....chi non fa i nodi perde il filo. Anche nella vita."
Nonna Teresa lascia qua e là perle di saggezza nel libro, frasi che sono universali, che fanno riflettere e spingono la nipote ad intraprendere il suo viaggio. Nonna Teresa è una donna forte come la roccia, calda come lo scirocco, dolce come le sue ricette. Custodisce un segreto tremendo e ne fa la sua ragione di vita. E' il porto dove Margherita, Andrea ed Eleonora si rifugiano in caso di bisogno. Dalla sua bocca sembra che esca tutto il bello della Sicilia. Mi è sembrato di sentire l'odore dei suoi cannoli, di sentire il mare che si portava tra i capelli, di sentirne la forza ad ogni riga che leggevo. 
"Nonna Teresa diceva le cose senza paura, così come stavano, anche al telefono. Aveva la sincerità schietta di ciò che è antico e forte: il mare, gli scogli e i proverbi." E' un personaggio tanto forte quanto intimamente fragile. Da lei ho capito che ciò che più ci ferisce nella vita è quello che ci rende forti. A volte sembra che la Vita non ne abbia mai abbastanza di noi, ma ecco che si riaffaccia per testare la nostra costanza e temperanza.
Teresa aveva una perla, perdendola perse una parte di sè, ma riuscì a coltivarne un'altra in Margherita. Solo alla fine del libro si capisce la tragicità di tutta la storia di Teresa ed il suo sentirsi responsabile per la nipote. 
Eleonora, sua figlia, combatte non solo la sofferenza dell'abbandono, ma anche il muro di incomunicabilità e freddezza che Margherita decide di alzare tra loro. Combatterà fino in fondo per trovare di nuovo l'amore delle due persone che hanno deciso di negarglielo. 
" Ci vogliono quattro abbracci al giorno per sopravvivere, otto per vivere e dodici per crescere. Eleonora ne aveva appena avuti due, e si sentiva meglio, ma non bastavano ancora."
Moglie, madre, figlia, Eleonora è una donna che viene fuori molto bene dalle parole dell'autore, nonostante non sia così marcatamente caratterizzata come Margherita. Eppure, D'Avenia è riuscito a descriverla molto bene attraverso le pagine del libro, attraverso i dialoghi ed i suoi movimenti.
Ritengo, ma sapete io sono solo una lettrice, che non sia facile "sentire" l'intonazione dei personaggi di un libro: il rumore e le voci sono nelle nostre teste; io ho sentito la voce di Eleonora. Non male direi.
Giulio è l'amico-ragazzo di Margherita. Un tipo difficile, arrabbiato per l'abbandono, per la solitudine che ha creato intorno a sé, per la troppa libertà che ha scelto di vivere nonostante abbia l'opportunità di fare scelte diverse. Giulio è una profondità sorda, un buco da riempire ed " I buchi del cuore non si possono nascondere, bisogna riempirli con più amore, anche se tradiranno macchie e irregolarità".

In tutto il romanzo si respira aria di attesa, di ricerca e speranza. Forse è questo che mi ha colpita, in un momento della mia vita in cui avevo bisogno di fermarmi e riflettere. Non nego che ho letto la fine del libro tra le lacrime, ma so di essere una sentimentale. Non nego che questo libro, ed il suo autore, abbiano avuto una "colpa" nel percorso che adesso sto intraprendendo.
Forse qualcuno non capirà e si chiederà come una semplice storia di fantasia abbia potuto modificare il corso degli eventi.
Ma sono cose che nessuno sa.

Adriana.


2 commenti:

  1. Mi hai davvero incuriosito... mi sa che lo prendo!

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  2. È davvero un bel libro. Se lo leggerai fammi sapere che ne pensi. Magari non è kl tuo genere, ma a me il confronto piace e stimolo moltissimo. Baci

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